La McLaren non si ferma. Sull’onda degli ottimi riscontri ottenuti a Miami, il team britannico rilancia la sfida in vista del Gran Premio del Canada introducendo ulteriori novità tecniche. Archiviate le criticità iniziali legate al grip e perfezionata la gestione software della power unit Mercedes, l’attenzione degli ingegneri di Woking si è ora concentrata sull’affinamento aerodinamico.
Il ritocco all’ala anteriore
L’ala anteriore rappresenta una delle componenti più nevralgiche di una monoposto, specialmente in questa generazione di Formula 1 2026, essendo il primo elemento incaricato di condizionare l’andamento della massa fluida verso il centro della vettura. Le modifiche apportate in questo frangente non si rivelano tuttavia invasive.
Viene mantenuta la caratteristica principale, ovvero la conformazione “a collina” nella porzione che si avvicina all’endplate. Per il resto, l’osservazione visiva suggerisce che tutti e tre i flap abbiano subito un leggero rifacimento dimensionale.
Sin dai test pre-stagionali in Bahrain, la McLaren ha interpretato in maniera decisamente aggressiva questa sezione della monoposto. Una direzione tecnica che continua a convincere gli aerodinamici di Woking, confermando la bontà di una filosofia progettuale che resta invariata proprio in virtù della sua spiccata funzionalità.
McLaren: sfoghi e aerodinamica sull’halo
Spostando l’attenzione sulla sezione centrale delle monoposto color papaya, si nota una netta variazione nelle forme del cofano motore. Sono state introdotti degli sfoghi aggiuntivi, studiati con il duplice scopo di evacuare in modo più efficace il calore delle componenti interne e, parallelamente, ottimizzare l’aerodinamica superiore della vettura.
In aggiunta, i tecnici hanno posizionato ben due flap di forma circolare direttamente sull’Halo. Anche in questo caso l’obiettivo è chiaro: minimizzare l’impatto nocivo dei flussi sulla struttura di sicurezza, per poi condizionarli e indirizzarli in maniera più efficiente verso il retrotreno.
MCL40: la complessità dell’ala posteriore
Analizzando infine il posteriore, risulta di estremo interesse il lavoro di fino condotto sull’ala dai tecnici diretti da Rob Marshall. La sagomatura degli endplate sfoggia geometrie molto peculiari: ricavare queste pieghe attraverso la ri-modellazione delle paratie laterali rappresenta infatti un esercizio ingegneristico di notevole complessità.
Questa tecnica è mirata a gestire la complessa interazione aerodinamica che si genera tra il rotolamento degli pneumatici e il diffusore, nel tentativo di favorire la massima espansione possibile dei flussi.
Si tratta di una soluzione su cui il team di Woking lavora assiduamente già dalla passata stagione, finendo per fare letteralmente scuola all’interno del paddock.
Nello specifico del Gran Premio del Canada, la variazione geometrica degli endplate produce una diversa ripartizione del carico e un conseguente incremento della downforce aerodinamica locale.





