L’intuizione aerodinamica di Maranello, incentrata sull’introduzione di un deviatore di flusso a valle del terminale di scarico, sta rapidamente facendo scuola all’interno del paddock. Se la Haas ha già capitalizzato la stretta sinergia con la Rossa per implementare un’appendice, oggi ulteriormente modificata per il Canada, anche il resto delle scuderie ha preso spunto cercando soluzioni analoghe.
Il team di Grove era sbarcato in Florida con una novità mirata proprio sullo scarico, una soluzione che cercava di replicare l’effetto di soffiaggio. Gli scatti in pit lane avevano confermato l’installazione di un elemento simile ad un monkey seat, vincolato direttamente alla struttura deformabile posteriore, in prossimità dell’uscita dello scarico.
Pur sfoggiando proporzioni e forme geometriche distanti dalla specifica della Rossa, il dispositivo britannico perseguiva un target similare: direzionare l’energia dei gas combusti verso i profili dell’ala posteriore, generando preziosa downforce aggiuntiva. Spiccava l’ingombro ridotto del componente, una scelta pensata per estrarre efficienza locale senza generare un impatto negativo sul drag.
La modifica al “monkey seat” della Williams FW46
Oggi, nella prima giornata di attività in pista del quinto appuntamento iridato, ha debuttato un’evoluzione di questo sistema sulla monoposto burtannica. Come si può facilmente osservare grazie all’immagine scattata direttamente dalla pit lane canadese, il confronto evidenzia una netta differenza nelle dimensioni dell’ala. Idem per le forme.
La superficie copre ora l’intera larghezza dello scarico, abbandonando la precedente forma arrotondata. L’elemento è tuttavia collocato a una quota inferiore, andando a incidere in maniera differente sui gas combusti espulsi ad alta velocità. Si tratta di un’interpretazione aerodinamica più semplice ed efficace, il cui funzionamento si allinea maggiormente alle soluzioni già adottate dalle altre vetture in griglia.





