Il fine settimana di Montréal sarà un passaggio chiave per la Haas. Come ha spiegato il team principal Ayao Komatsu, la squadra porterà in pista un nuovo pacchetto di aggiornamenti. La vera sfida sarà dettata dal formato Sprint del weekend, che lascerà a disposizione solo la prima ora di prove libere (FP1) per testare le novità e trovare il giusto assetto.
Nonostante il poco tempo, Komatsu si è detto fiducioso e pronto ad affrontare l’impegno, ricordando che altri team sono riusciti a fare lo stesso con successo nella recente gara di Miami. L’obiettivo della scuderia americana è chiaro: sfruttare queste modifiche per lottare per la top ten e tirare fuori il massimo dalla macchina in una stagione davvero molto combattuta.
Lo scarico FTM della Haas
Da quando ha messo piede nel paddock, la Haas ha sempre mostrato una certa sinergia con la Ferrari. Oltre alle componenti che acquista direttamente dal team italiano, come motore, cambio e sospensioni, abbiamo spesso osservato l’adozione di soluzioni piuttosto simili.
Una di queste è lo scarico FTM. La squadra statunitense ha sfruttato la medesima meccanica al retrotreno della Rossa, fattore che le ha consentito di replicare il concetto sviluppato dai tecnici diretti da Loic Serra. Nel caso della scuderia americana, tuttavia, i flap presentano un’incidenza meno aggressiva.
Tuttavia, in vista della tappa canadese, la zona ha subito mirati affinamenti. La struttura di crash che fa da base al profilo dello scarico appare ora più voluminosa, sebbene manchino all’appello quei canali laterali sfruttati invece sulla SF-26
Haas VF26: il lavoro per l’effetto outwash sulla VF26
L’ultimo spunto in ordine cronologico della Haas riguarda la zona centrale della monoposto. Parliamo in questo caso dei bargeboard, dove gli ingegneri diretti da Ayao Komatsu hanno esplorato ancora una volta una soluzione Ferrari.
Analizzando le nuove geometrie, si nota come la struttura di base condivida una marcata affinità con la soluzione aerodinamica adottata dalla SF-26. Pur non trattandosi necessariamente di una copia diretta, le similitudini ingegneristiche sono innegabili.
Nello specifico, il primo deviatore di flusso anteriore si presenta diviso in due sezioni anziché tre; tuttavia, lo sviluppo della sua porzione verticale ricalca in modo inequivocabile la filosofia introdotta a Maranello. Sono inoltre presenti, dietro al secondo elemento, tre ulteriori appendici aerodinamiche.
Tutto il lavoro punta non solo a generare più carico locale, ma altresì a massimizzare l’effetto di outwash per spingere le turbolenze verso l’esterno della vettura. A completare il pacchetto, notiamo che pure i profili orizzontali (saracinesca) seguono i concetti visti sulla Rossa.
Reshaping al diffusore per sommare carico
Anche il diffusore è stato oggetto di modifiche in varie aree. Nel corner ruota compare la soluzione introdotta dalla Red Bull, mentre gli elementi verticali presentano ora un andamento non più rettilineo. Anche il bordo d’uscita dell’estrattore mostra geometrie differenti.
Nel rigido contesto normativo della F1 2026, l’area del diffusore rappresenta una delle poche occasioni rimaste per lavorare sulla generazione del carico in maniera efficace. Per tale ragione, Haas ha cercato di affinare i propri concetti, potenziando l’espansione dei flussi per sommare downforce al retrotreno della vettura.





