Sette anni fa esatti, il 20 maggio del 2019, ci lasciava Niki Lauda. Ricordarlo oggi significa celebrare non soltanto un tre volte campione del mondo, ma soprattutto un uomo capace di vivere due vite. Se la prima parte della sua esistenza ci aveva consegnato un pilota formidabile, analitico e calcolatore, ma il fuoco del Nürburgring ha forgiato un autentico gigante di coraggio e umanità.

Niki Lauda F1

Alla Formula 1 di oggi manca terribilmente la sua immensa sensibilità tecnica, ma ancor di più manca quella sua sincerità tagliente, priva di sconti e di filtri, capace di smascherare le ipocrisie del paddock con disarmante lucidità. Un uomo che ha lasciato un’eredità umana, prima ancora che motoristica, del tutto incancellabile.

Niki amava la verità senza fronzoli 

 

Niki Lauda, l’uomo che è nato due volte: la seconda quando in ospedale, dopo il terribile incidente del Nürburgring, fece una scommessa con il prete che gli diede l’estrema unzione. Come lui stesso ha raccontato in un bellissimo video.

Niki Lauda F1

Mi aspettavo parole di conforto, invece lui mi stava dando per spacciato ed io a quel punto ho fatto una scommessa: ti smentirò e non morirò”. Quarantadue giorni dopo, Niki si presentò a Monza mostrando le pesanti ferite e con il balaclava sanguinante ogni volta che si levava il casco. 

Quinto in qualifica e quarto in gara, nonostante le terribili sofferenze. Soprattutto, tornava in pista un altro uomo, molto più umano, non più soltanto un grande pilota molto tecnico e concentrato soltanto sulla sua monoposto. 

Emotivo, meno introverso e sempre schietto, diretto, centrando nelle sue parole sempre l’argomento senza scuse, come quando rifiutò il problema tecnico sulla sua 312 T (suggerito da Mauro Forghieri) come causa del suo ritiro sotto il diluvio del Fuji.

Niki Lauda

Situazione simile al GP del Belgio del 1982: vinse la gara, ma la sua McLaren fu squalificata per sottopeso. Nell’intervista subito dopo l’annuncio mi aspettavo le solite frasi di rito; invece, tranquillo e diretto, disse: “Mia squadra grande str…, io fatto figura da idiota a guidare monoposto irregolare”.

Il mio rapporto con Niki 

 

Grande pilota e di grandissima umanità e lucidità, è stato l’artefice dell’arrivo di Hamilton in Mercedes, giocando poi il ruolo di consigliere dei due “galletti nel pollaio”, anche se il suo cuore batteva sempre per la Rossa.  Quando Vettel vinse la gara di apertura dopo il mondiale di Rosberg del 2016, prima del breve intervento che facevamo per RTL sullo schieramento, mi prese da parte e confidò: 

Niki Lauda

La vittoria di Vettel su Ferrari ha fatto 2 milioni di spettatori in più in Germania, nonostante Nico abbia il passaporto tedesco e fosse alla guida di una monoposto tedesca. Anche io quando la Mercedes vince sono contento, anche perché è il mio lavoro e ne sono orgoglioso. Ma quando è il turno della Ferrari il mio cuore batte“. 

Il tutto condito da due eloquenti gesti con la mano destra, subito seguiti da una raccomandazione: “Tu non scrive questo…“. Ora si può dire, per rendere omaggio alla sua grande umanità. Come questi episodi, tanti altri rimangono nella memoria di chi ha avuto la fortuna e l’onore di frequentarlo. Grazie Niki, con affetto e stima… da parte di chi, come lui mi definiva simpaticamente nella sua prima parte di vita, era “quello alto con cicatrice, un po’ stro**o che non saluta per primo“.