Al Gran Premio storico di Francia, Le Castellet, ho avuto l’occasione di intervistare il mio amico Jean Alesi, organizzatore di un evento davvero fantastico che mi ha riportato indietro nel passato. Una chiacchierata piacevole all’interno di un fine settimana pieno di fan e di emozioni. Ecco l’intervista integrale:
Giorgio: Jean Alesi è molto coinvolto e ha fatto aumentare notevolmente sia la notorietà sia il parterre, perché ci sono personaggi e vetture veramente fantastiche.
Jean Alesi: Grazie Giorgio. Tu sai quanto sia importante avere le persone, i piloti e le macchine giuste quando fai un evento di questo tipo. Qui è un défilé di storia e di piloti: abbiamo avuto tre piloti francesi che oggi sono in Formula 1 come Isack Hadjar, Pierre Gasly ed Esteban Ocon, e leggende come Alain Prost, Mika Häkkinen, Jacques Villeneuve e altri. Io ho fatto in modo di avere questo mélange, ma anche delle macchine pazzesche, perché quando guardi la griglia di partenza ci sono vetture dal ’68 fino a quelle del 2000 messe insieme; facevano una griglia di partenza spettacolare.
Giorgio: Sì, ma a parte questo ho visto anche un pubblico, una passione che non si vede quasi nella Formula 1 attuale. C’è un afflusso di pubblico pazzesco, ma soprattutto persone interessatissime alle macchine.
Jean Alesi: È vero, perché chi viene qui sa cosa viene a vedere, ed è per quello che bisogna avere un grande… come si può dire, un mix di anni e di modelli. Così c’è sempre qualcuno che dice: “Ah, ma io questa macchina non me la voglio perdere”, e funziona. Funziona nel senso che la gente ama il motorsport. Oggi abbiamo un motorsport moderno con tecnologie che sono usate sulle macchine di oggi e su quelle del futuro. Questo è il passato: un V12 che prende 16.000 giri, un 10 cilindri, un boxer, un 12 flat… insomma, c’è una quantità di motori e macchine che hanno fatto la storia.
Giorgio: E qui guidi una macchina per te molto importante.
Jean Alesi: Io guido il telaio 161, ovvero la Ferrari del ’95 con la quale ho vinto il Gran Premio del Canada. Dunque questa macchina è l’ultimo V12 che vince un Gran Premio. È un onore averla e usarla.
Giorgio: È una macchina che, fra l’altro, è da anni che ti prometto di dover disegnare. Adesso andrò al reparto e finalmente la disegnerò.
Jean Alesi: Sì, ti voglio mettere in una cellula… c’è il castello lì a Marsiglia dove c’era il Conte di Montecristo. Ti metto dentro la cella finché non hai finito la macchina!
Giorgio: Promesso che la farò, grazie.





