Il Gran Premio storico a Le Castellet, organizzato dall’ex ferrarista Jean Alesi, è stata un’occasione unica per osservare all’opera vetture iconiche della Formula 1. Tra queste, una monoposto che non avevo mai visto correre in pista: la Ferrari Tipo 555.
Evoluzione diretta della 553, aveva mantenuto le innovative sospensioni anteriori a molla elicoidale in luogo del precedente sistema a balestra trasversale. La vettura fu definita Super Squalo per via della sua carrozzeria ulteriormente allungata rispetto al modello precedente.
Il suo battesimo in pista avvenne circa 71 anni fa, nell’oramai lontano 24 aprile 1955: vettura che segnò il suo esordio ufficiale nelle competizioni della massima categoria in occasione del Gran Premio di Bordeaux.
L’auto era equipaggiata con un propulsore a 4 cilindri da 2,5 litri, ultima versione con questo tipo di motore, capace di erogare per l’epoca ben 256 CV. L’auto era in grado di raggiungere velocità pazzesche per gli standard di sicurezza del tempo, con una top speed prossima ai 270 km/h.
Webber sbalordito dalla Ferrari Tipo 555
L’ex pilota di Formula 1 australiano non aveva mai visto questo tipo di vettura. Letteralmente, non sapeva nemmeno come fosse fatta. Anche per questo ho notato il suo grande stupore quando ha cercato di prendere confidenza con la Super Squalo.
Webber è rimasto profondamente sbalordito quando ha iniziato a ispezionare l’abitacolo della Ferrari Tipo 555. L’acceleratore e il freno sono collocati sulla parte destra, mentre la frizione, dalla parte opposta sulla sinistra, crea una distanza alla guida tra le due gambe davvero ampia, dovendo guidare con una posizione innaturale per gli standard attuali.
Anche la leva del cambio è collocata sulla sinistra e, ovviamente, non ci sono le cinture di sicurezza. La sua prima reazione è stata quasi di imbarazzo quando, scherzando con lui, ho definito la posizione di guida di tipo “ginecologica”, vista l’apertura estrema delle gambe.
Mark è stato comunque molto simpatico e, grazie al reparto corse della Ferrari, dopo aver preso confidenza con la vettura, è riuscito nell’intento di guidare questa bestia portando a termine il suo compito. Un’auto davvero affascinante, pezzo di storia della Formula 1.





