McLaren ha un grande merito: progettare, sviluppare e introdurre aggiornamenti efficaci che funzionano al primo colpo. È un po’ la storia vista negli ultimi due anni e mezzo, durante i quali il reparto tecnico guidato da Rob Marshall difficilmente ha sbagliato una scelta. A Miami arriva il primo pacchetto di evoluzioni e, da terza forza, la MCL40 insidia il primato Mercedes.

Il primo aggiornamento riguarda l’imboccatura del fondo. Le fence verticali consentite dal regolamento cambiano forma, adottando una soluzione di chiara ispirazione Ferrari: la base di queste appendici è ora piatta e divisa orizzontalmente a metà, formando delle vere e proprie canalizzazioni studiate per accelerare i fluidi verso la parte inferiore del fondo scocca.

F1 McLaren MCL40

Siamo di fronte a un cambio di filosofia radicale, che passa per la riprofilatura completa. Questi elementi del fondo hanno un ruolo fondamentale, poiché generano le strutture vorticose necessarie a incrementare la depressione aerodinamica sotto la vettura.

Proseguiamo analizzando i bargeboard, una zona della vettura che vede interpretazioni molto diverse tra le varie scuderie. Nella nuova specifica, il secondo elemento verticale abbandona la forma triangolare per adottarne una più curvilinea, con l’aggiunta di un piccolo flap in punta.

McLaren MCL40

Anche il primo elemento della saracinesca presenta una variazione nella zona terminale, con una punta più affilata. Si tratta di cambi pensati per disciplinare la massa fluida verso il corpo vettura. Gli elementi a corda più stretta incrementano l’estrazione laterale dal fondo e assumono il compito di espandere il flusso lateralmente.

Sulla MCL40 in versione base non era presente il cosiddetto mouse-hole, ovvero l’apertura collocata alla base dello scivolo del diffusore: una piccola fessura che consente l’ingresso di una certa quantità di aria pulita nel diffusore e permette di energizzare il flusso che scorre nell’estrattore, ritardando il distacco della vena fluida.

F1 McLaren MCL40

Inoltre, nell’immagine osserviamo il lavoro nella zona davanti alla gomma posteriore: si notano solo piccoli ritocchi per integrare il nuovo mouse-hole. I diversi slot permettono la connessione tra parte superiore e inferiore del fondo, con lo scopo di ridurre l’effetto delle turbolenze generate dal rotolamento della gomma.

Gli ingegneri McLaren hanno rivisto la paratia verticale dell’ala posteriore, introducendo delle piccole pieghe. Si tratta di un’evoluzione dell’elemento, considerando che nella versione precedente era già presente una soluzione simile nella zona inferiore.

F1 McLaren MCL40

Sebbene possa sembrare una modifica secondaria, l’effetto mirato riguarda l’interazione tra gomma e diffusore, con l’obiettivo di massimizzare il carico aerodinamico. Quest’ultimo dipende in modo diretto dalla capacità di estrazione che si riesce a generare.

Come molte altre scuderie, anche McLaren si ispira alla SF-26. Come si può osservare nell’immagine, dove vengono messe a confronto anche le soluzioni Red Bull e Ferrari, emerge come la MCL40 presenti l’appendice con la superficie minore tra le tre vetture. Come sulla RB22, anche in questo caso il flap è collocato direttamente in uscita dallo scarico.

F1 McLaren MCL40

Una soluzione che, per sua natura, genera un livello di carico inferiore rispetto a quella adottata dalla Ferrari. Ma a Woking hanno fatto un passo in più, ricavando una seconda piccola appendice subito sotto al terminale per aumentare l’upwash dei gas combusti. Infine, ai lati della struttura anti-impatto compaiono piccoli profili aerodinamici che contribuiscono a generare carico e supportano in maniera attiva il processo di espansione del diffusore.

Inoltre, Andrea Stella ci ha confermato che in vista del Gran Premio del Canada la McLaren MCL40 riceverà un ulteriore pacchetto di sviluppi.