Red Bull rivoluziona nuovamente la veste aerodinamica della RB22, consegnando a Max Verstappen una monoposto convincente che lo mette nelle condizioni di sprigionare tutto il suo talento. Questo step evolutivo è il frutto dell’enorme mole di informazioni raccolte negli ultimi mesi.
La monoposto è stata validata attraverso un rigoroso lavoro incrociato tra il simulatore e i test privati di Silverstone. Il verdetto della pista statunitense parla piuttosto chiaro: la vettura austriaca finalmente funziona e può esprimere il suo potenziale.
Le pance hanno subito una modifica sostanziale. Rispetto all’ultimo update del Giappone, la filosofia cambia radicalmente: viene abbandonato l’approccio inwash in favore di una piccola vasca in stile Ferrari, posizionata sulla sommità dei sidepod.
Si tratta di una modifica che mira a gestire la massa fluida turbolenta diretta verso il posteriore. La zona inferiore delle pance resta molto scavata per massimizzare la portata d’aria pulita verso il diffusore. A questo si aggiunge uno scivolo terminale che porta i flussi ad abbassarsi di quota sino a raggiungere il livello del fondo.
Anche per l’ala posteriore è stata introdotta una soluzione ispirata dalla Ferrari. Parliamo dell’ala “Macarena”, studiata dai tecnici di Milton Keynes sin dalla sua prima apparizione nei test pre-stagionali. Un concetto che la Red Bull ha cercato di evolvere per raggiungere il medesimo scopo aerodinamico.
L’orientamento dei flap eguaglia quello della Rossa nella configurazione da rettilineo, sebbene la rotazione sia inversa: mossa che consente una transizione più rapida percorrendo una distanza angolare minore. Questo sistema non genera portanza né fa stallare il diffusore, ma serve unicamente a inibirne momentaneamente il lavoro di estrazione, abbassando la resistenza indotta nei tratti ad alta velocità di percorrenza.
Gli ingegneri diretti da Waché si ispirano alla Rossa anche per lo scarico. In questo caso la specifica è differente per ragioni di ingombri, poiché la Ferrari ha studiato fin dal progetto un preciso posizionamento della struttura deformabile proprio per agire in quest’area con più libertà.
La Red Bull ha inserito una piccola appendice che “tappa” una percentuale dello scarico. Il suo contributo aerodinamico è difficile da quantificare, in quanto non sembra agevolare l’estrazione d’aria dal fondo, né accelerare il fluido sotto l’ala posteriore.
Infine, lateralmente alla struttura anti-crash, spiccano due alette ad alta incidenza che emulano il lavoro delle appendici Ferrari. È interessante notare, inoltre, come i braccetti sospensivi fungano da veri e propri profili aerodinamici per generare upwash.





