L’attuale regolamento della Formula 1 rende estremamente complessa la progettazione dell’ala anteriore, componente ormai costretta a operare in due differenti condizioni con l’aerodinamica attive. Ottimizzare le geometrie per garantire efficienza in entrambe le modalità rappresenta una sfida ingegneristica piuttosto ardua.

Ferrari rompe gli indugi e introduce un’ala profondamente rivista. I tecnici di Maranello si concentrano in particolare sulla riprogettazione del “marciapiede”, l’elemento orizzontale ubicato alla base dell’endplate.

Nuova ala anteriore Ferrari SF-26

Come emerge dall’analisi visiva, la canalizzazione lungo questo profilo ha subito una decisa riduzione nelle dimensioni, presentando una curvatura smussata nella sezione terminale. A questo si accompagna un inedito deviatore di flusso verticale, ancorato alla paratia orizzontale.

Entrambe le modifiche agiscono su più fronti: gestione della scia turbolenta generata dal rotolamento degli pneumatici, ottimizzazione dell’effetto outwash e riduzione della resistenza all’avanzamento. È inoltre interessante notare come la disposizione delle pelli di carbonio risulti differente sulla nuova specifica.

In questo caso si tratta di un intervento strutturale, utile a gestire la flessione dell’ala e a ridurre eventuali deformazioni in grado di sporcare la qualità della massa fluida.