La stagione 2026, anche a porte chiuse, ha confermato le aspettative. La rivoluzione regolamentare introdotta dalla FIA ha scatenato la genialità dei progettisti di F1 con un parco macchine estremamente variegato ma soprattutto con tante nuove soluzioni estreme e tante ripescate dal più o meno recente passato. Il nuovo regolamento blindato per molti versi ha però aperto la porta a soluzioni che sino a ieri erano state proibite. Abolite le voluminose wing car è tornato il fondo scalinato con i canali estrattori limitati soltanto nella parte posteriore, in cambio sono tornate le barge board davanti alle fiancate con lo scopo di limitare l’outwash ma già da questi test spagnoli si è intuito che si sono possibilità di aggirare questo vincolo, stesso discorso per le paratie dell’ala anteriore.

Inutile analizzare profondamente i dettagli aerodinamici troppi mascheranti di soluzioni con rendere più o meno fasulli e troppo poche immagini a buona risoluzione. Un vero peccato vista l’abbondanza di soluzioni estreme e diverse. Quasi tutte le squadre di primo piano hanno schierato monoposto che rappresentano un taglio netto con il passato. La prima che abbiamo anche potuto vedere meglio e con immagini ad alta risoluzione veritiere è stata la Ferrari. La SF-26 ha subito confermato l’indiscrezione che ha tenuto banco nella pausa invernale e cioè il ritorno allo schema push rod al posto del pull rod nella sospensione anteriore con un layout estremo. Molto probabilmente è stata affinata la forma del telaio ma soprattutto la scatola dello sterzo è stata arretrata ed il suo tirante forma insieme al braccio posteriore del triangolo inferiore una sorta di convogliatore dei flussi (freccia) verso le fiancate.

La SF-26 è andata contro corrente rispetto a tutte le nuove monoposto nella forma e nelle dimensioni della presa dinamica del motore. E’ infatti quella che ha la presa d’aria del motore più piccola con una sezione triangolare (simile a quella della SF-10 del 2020) molto stretta in contrasto agli avversari che hanno notevolmente aumentato le dimensioni con la Racing Bull all’estremo.

Una scelta ardita anche perchè le altre squadre motorizzate Ferrari hanno airbox aumentati rispetto al 2025. Vi è però una seconda sottile presa rettangolare che sfocia subito dopo la testa del pilota.

Una soluzione ancora più estrema era stata adottata dall’allora Toro Rosso nelle stagioni 2014/15. Sulla STR 10 nonostante una presa dinamica di dimensioni molto generose aveva sotto una seconda presa che raffreddava un radiatore con una curiosa forma a V rovesciata.

La forma dell’airbox è anche in sinergia con un cofano motore molto stretto grazie al fatto che tutti i pacchi radianti sono contenuti nelle fiancate come sulle precedenti Ferrari. Sempre in tema di soluzioni che ritornano si è rivisto il condotto “by pass” della SF-23 sulla nuova SF-26. Permette tramite una sottile presa verticale il passaggio dell’aria dalla zona bassa delle fiancate a quella superiore per rendere più efficiente il flusso nella zona centrale della monoposto. Una soluzione allora inedita ma che ha fatto scuola nelle due ultime stagioni come integrazione della “tradizionale” presa orizzontale all’ingresso delle fiancate. Sulla SF-26 è stata maggiorata per servire al duplice scopo. Curiosamente sia Mercedes che Ferrari hanno uno slot verticale subito dopo l’inizio della rampa, come evidenziato in giallo in questo veloce schizzo della W 17.


Anche in questo caso una monoposto estrema ma non ancora in versione Melbourne. Invece chi è apparsa quasi pronta per la prima gara è la MCL 40 ritornata un muso che in parte ricorda il “nasino” della MP4/29 del 2014 e con una forma del telaio e soprattutto della sospensione anteriore estrema.

Telaio rialzato nella prima centina a limite del regolamento, sospensione che ha abbandonato lo schema pull rod con multilink in basso ed un attacco estremamente arretrato per il braccio posteriore ed un antidive molto pronunciato. In extremis si è vista la Aston Martin di Newey con tanto di vistose corna da vichingo come sulla MP4/20 del 2005.

A sbalordire questa volta l’attacco del braccio posteriore del triangolo superiore estremamente posizionato in alto ed infulcrato nel supporto dell’ala come in parte era già accaduto sulla RB16 B del 2021.


In questa veloce carrellata ci siamo concentrati soltanto sull’aspetto che colpisce a prima vista, aspettando di vedere da vicino le monoposto in Bahrain. E poi ci saranno la novità legate alla power unit, all’aerodinamica mobile, ai freni…..una vera scorpacciata per gli amanti della tecnica.





